[FLC CGIL] Rinnovo dei contratti: le promesse di Renzi sembrano evaporare

Rinnovo dei contratti: le promesse di Renzi sembrano evaporare

La nota di assestamento di bilancio emanata dal Consiglio dei ministri
conferma i timori del mondo della conoscenza: non ci sono risorse per
la firma del rinnovo del contratto nazionale. È l’ennesima presa in
giro di questo governo che non garantisce ai lavoratori e alle
lavoratrici del Pubblico impiego, e in particolare a quelli del
comparto della conoscenza migliori condizioni salariali e
valorizzazione delle professionalità. Per queste ragioni servono
immediatamente l’atto di indirizzo per l’apertura delle trattative,
risorse adeguate nella legge di stabilità e il superamento della
legge Brunetta. Occorre estendere e rendere esigibile la
contrattazione decentrata per migliorare la qualità dei servizi e
dell’offerta formativa. Il nostro obiettivo è quello di innovare i
contratti nazionali affermando parità di diritti e di retribuzioni
tra lavoratori precari e a tempo indeterminato per riunificare il
lavoro in tutti i comparti della conoscenza.

Il rinnovo dei contratti nazionali nel pubblico impiego non è una
cortesia che il premier e il suo governo fanno ai lavoratori e alle
lavoratrici. È un impegno preciso che deriva dalla necessaria e
immediata applicazione di una rigorosa sentenza della Corte
Costituzionale
<http://www.flcgil.it/comunicati-stampa/flc/dopo-la-pronuncia-della-consulta-si-aprano-le-trattative-per-i-contratti-pubblici.flc>
, che lo impone all’esecutivo. Ogni tentativo di dilazionamento o
addirittura di rinuncia del rinnovo contrattuale, non solo danneggia
centinaia di migliaia di lavoratori della conoscenza e le loro
famiglie, che in questi anni hanno perso salario, ma contravviene a
una specifica sentenza della Suprema Corte.

Cordialmente

FLC CGIL nazionale

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